Via Francigena (del Sud)

 

Le strade dei pellegrini: la Via Francigena


1. Cenni storici: una rete di strade attraverso l'Europa

La Via Francigena, lunga circa 3000 km, è uno dei più importanti itinerari storici, culturali e spirituali d'Europa. Il suo nome richiama tradizionalmente le terre dei Franchi e le vie percorse da viaggiatori e pellegrini provenienti dall'Europa occidentale. Non si trattava, tuttavia, di un'unica strada rigidamente definita, bensì di una rete di percorsi che collegavano città, monasteri, santuari, mercati e porti. Nel Medioevo, quando gli spostamenti erano lenti e spesso pericolosi, queste strade rappresentavano un fondamentale strumento di comunicazione tra popoli e territori. Accanto ai pellegrini diretti ai grandi luoghi della cristianità, viaggiavano mercanti, religiosi, messaggeri, soldati e persone in cerca di nuove opportunità. Una delle testimonianze più celebri è quella dell'arcivescovo Sigerico di Canterbury, che nel 990, dopo essersi recato a Roma per ricevere il pallio arcivescovile da papa Giovanni XV, annotò le tappe del viaggio di ritorno. Il suo itinerario, composto da circa ottanta soste, costituisce una preziosa testimonianza della viabilità medievale e rappresenta oggi uno dei principali riferimenti per la ricostruzione della Via Francigena. Le mete principali del pellegrinaggio cristiano medievale erano tre: Roma, con le tombe degli apostoli Pietro e Paolo; Santiago de Compostela, in Galizia, legata al culto dell'apostolo Giacomo; e Gerusalemme, sede del Santo Sepolcro. La Via Francigena metteva in relazione questi grandi poli della spiritualità europea. Chi raggiungeva Roma poteva infatti proseguire verso sud, attraversando l'Italia fino ai porti pugliesi, dai quali salpavano le navi dirette verso la Terrasanta. A partire dal Basso Medioevo, e soprattutto con l'intensificarsi dei pellegrinaggi e delle Crociate, il sistema delle vie meridionali assunse un'importanza crescente. Lungo questi itinerari si svilupparono strutture di accoglienza, ospizi, luoghi di culto e insediamenti che contribuirono alla circolazione di persone, conoscenze, merci e idee. 
 
2. La Via Francigena del Sud: da Roma ai porti della Puglia

La Via Francigena del Sud è l'insieme degli itinerari storici che, da Roma, attraversavano l'Italia meridionale per raggiungere il Gargano e i porti adriatici, da cui era possibile imbarcarsi per la Terrasanta. Il percorso non seguiva una sola direttrice. I viandanti potevano utilizzare tratti della Via Appia, della Via Latina e di altre strade antiche, convergendo verso importanti nodi viari come Capua e Benevento. Da qui, una delle direttrici principali proseguiva lungo la Via Appia Traiana, costruita in età imperiale per collegare Benevento a Brindisi attraverso un tracciato più orientale rispetto alla Via Appia tradizionale. La direttrice pugliese attraversava importanti centri urbani e territori rurali. Da Troia era possibile raggiungere il santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano, attraverso un itinerario alternativo, oppure proseguire verso Bari, Monopoli, Brindisi e Otranto, città portuali che ebbero un ruolo significativo nei collegamenti con l'Oriente. Una testimonianza documentaria importante risale al 1024: il Privilegium Baiulorum Imperialium, attestato a Troia, costituisce uno dei riferimenti storici per l'uso del sistema viario meridionale nell'ambito dei pellegrinaggi. La Puglia non era, dunque, soltanto una regione da attraversare. Era una terra di transito e di incontro, nella quale le strade romane, le consuetudini medievali, le istituzioni religiose e le attività portuali si integravano in un sistema di relazioni che collegava il Mediterraneo all'Europa. Oggi la Via Francigena del Sud viene riscoperta come itinerario di cammino, cicloturismo e valorizzazione territoriale. Il suo valore non risiede esclusivamente nella dimensione religiosa: il percorso consente di leggere insieme archeologia, architettura, paesaggio, tradizioni, storia economica e identità delle comunità attraversate.

3. La Via Francigena nel territorio di Ostuni

Il territorio di Ostuni occupa una posizione significativa lungo la direttrice adriatica della Via Francigena del Sud, nel tratto compreso fra Monopoli, Fasano, Ostuni, Carovigno e Brindisi. La presenza di Ostuni nel tracciato pugliese è documentata anche dagli atti della Regione Puglia: la deliberazione della Giunta regionale n. 633 del 4 aprile 2019, rettificata dalla deliberazione n. 689 del 9 aprile 2019, include Ostuni nella direttrice della Via Francigena identificata con la Via Traiana. Il territorio ostunese offre un contesto particolarmente interessante perché mette in relazione tre ambienti: il centro storico arroccato sulla collina, la campagna degli ulivi e delle masserie e la fascia costiera adriatica. È proprio questa varietà a consentire una lettura del cammino non soltanto come percorso geografico, ma come successione di paesaggi storici e culturali.  
 
Iniziativa MEIC a Ostuni (Br)
 

Il percorso e i suoi ambienti

1. Da Monopoli verso Fasano

Provenendo da nord, il cammino attraversa il territorio costiero e rurale del sud barese, raggiungendo l'area di Fasano. Qui il paesaggio è caratterizzato dall'alternanza di insediamenti storici, campagne coltivate, uliveti e testimonianze archeologiche legate alla frequentazione antica della costa.

2. Ostuni, la città bianca

Ostuni rappresenta uno dei punti di maggiore interesse storico e paesaggistico del tratto. Il centro antico, con le sue strade strette, le scalinate e le abitazioni imbiancate, conserva l'impianto di una città cresciuta nel corso dei secoli. La Cattedrale di Santa Maria Assunta, con la sua facciata tardogotica, costituisce un riferimento monumentale di primo piano. La visita al centro storico permette di approfondire la storia religiosa e urbana della città, oltre alle relazioni fra comunità, istituzioni e territorio.

3. La campagna ostunese: ulivi, masserie e strade rurali

Fuori dal centro abitato, il territorio si apre in un paesaggio agricolo caratterizzato da ulivi secolari, muretti a secco, antiche masserie e proprietà rurali. Questi elementi raccontano una lunga storia di lavoro, organizzazione agricola e adattamento all'ambiente mediterraneo. Per il camminatore, questa parte del territorio costituisce un'occasione per conoscere il patrimonio rurale e comprendere il rapporto fra insediamenti, risorse naturali e attività produttive.

4. Verso Carovigno, la costa e Brindisi

Proseguendo verso sud, il percorso interessa il territorio di Carovigno e si dirige verso Brindisi. Il paesaggio comprende aree rurali e costiere, con tratti legati alla fascia adriatica e ai suoi insediamenti storici. La costa fra Torre Canne, Santa Sabina e l'area di Torre Guaceto costituisce un importante patrimonio naturalistico e paesaggistico, anche se il tracciato effettivo del cammino deve essere distinto dai percorsi turistici costieri che possono svilupparsi nelle vicinanze.  
 
Le indicazioni lungo il percorso
 
Ostuni e la memoria del cammino

La relazione fra Ostuni e la Via Francigena può essere interpretata attraverso almeno quattro dimensioni:
  1. La dimensione spirituale. Le chiese e la Cattedrale testimoniano la centralità della religione nella formazione del paesaggio urbano e nella vita delle comunità medievali.
  2. La dimensione dell'accoglienza. Il passaggio di viaggiatori e pellegrini richiama il ruolo storico delle strutture di ospitalità e delle comunità locali, senza che ciò autorizzi ad attribuire automaticamente a ogni masseria o edificio attuale una funzione medievale.
  3. La dimensione rurale. Uliveti, masserie e strade di campagna rappresentano un patrimonio produttivo e culturale che accompagna il cammino e ne arricchisce la lettura.
  4. La dimensione identitaria. La Via Francigena offre l'opportunità di collegare la storia locale a una rete di relazioni europee e mediterranee, superando una visione del territorio limitata alle singole attrazioni turistiche. 
In questa prospettiva, Ostuni non è semplicemente una tappa fra due città. È un luogo nel quale chi cammina può incontrare una stratificazione di storia, paesaggio, spiritualità e cultura materiale.
 
4. La Via Francigena come opportunità culturale per Ostuni

La valorizzazione della Via Francigena può contribuire a costruire un'offerta turistica capace di integrare il patrimonio storico con quello ambientale e sociale. Il valore aggiunto sarebbe quello di trasformare il cammino in un'occasione di conoscenza reciproca fra visitatori e residenti, creando relazioni fra patrimonio culturale, comunità e sviluppo locale. In definitiva, la Via Francigena del Sud rappresenta una testimonianza della capacità delle strade di costruire legami fra territori lontani. Nel caso di Ostuni, questa eredità può diventare uno strumento contemporaneo di divulgazione, educazione e progettazione sociale, purché la ricostruzione storica sia rigorosa e la valorizzazione turistica rispetti la vita quotidiana delle comunità. 


Franco Faggiano 
 

Fonti per approfondire

1. Regione Puglia — deliberazioni n. 633/2019 e n. 689/2019 sul tracciato regionale della Via Francigena. Deliberazione regionale n. 633/2019; Deliberazione regionale n. 689/2019.

2. Via Francigena nel Sud — ricostruzione storica delle direttrici meridionali. La storia della Via Francigena nel Sud.

3. Italia.it — itinerario pugliese e descrizione del passaggio nell'area di Ostuni. Puglia: la Via Francigena nel Sud.

4. Treccani — approfondimento storico sulla Via Traiana. Via Traiana, Enciclopedia Italiana


Articoli sull'iniziativa MEIC Ostuni | Pilgrim walking a cura di Wolf pack | Adventure project 
 
 
 
 
Nota 
 
Il termine Pilgrim walking è di proprietà intellettuale di Franco Faggiano ed è una disciplina espletata nell’ambito del suo progetto Wolf pack. 

Post più popolari

Immagine

Buen Camino!